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LIBRO IV

DELLE OBBLIGAZIONI

TITOLO IX

Dei fatti illeciti

Art. 2043

Risarcimento per fatto illecito.

[1] Qualunque fatto doloso o colposo [1176], che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno [7, 10, 81, 129-bis, 840, 844, 872 c. 2, 935, 939 c. 3, 948, 949, 1440, 2395, 2600, 2395, 2675, 2947] (1).

(1) Per la responsabilità internazionale per i danni causati da oggetti spaziali, vedi la L. 25 gennaio 1983, n. 23 di attuazione della Convenzione firmata a Londra, Mosca e Washington il 29 marzo 1972; per l'azione di risarcimento del danno ambientale, promuovibile dallo Stato o dagli altri enti territoriali sui quali incidono i beni oggetto del fatto lesivo, vedi l'art. 18, L. 8 luglio 1986, n. 349; per la responsabilità per danno da prodotti difettosi, vedi il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 224; per sulla responsabilità civile per danno all'ambiente derivante da attività pericolose, vedi la Convenzione del Consiglio d'Europa firmata a Lugano il 21 giugno 1993; per la responsabilità civile dei giudici, vedi la L. 13 aprile 1988, n. 117.

Art. 2044

Legittima difesa.

[1] Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri.

Art. 2045

Stato di necessità.

[1] Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona [1447], e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un'indennità [2047 c. 2], la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice [disp. att. 194].

Art. 2046

Imputabilità del fatto dannoso.

[1] Non risponde delle conseguenze dal fatto dannoso chi non aveva la capacità d'intendere o di volere [428] al momento in cui lo ha commesso, a meno che lo stato d'incapacità derivi da sua colpa [2047].

Art. 2047

Danno cagionato dall'incapace.

[1] In caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto [2048 c. 3].

[2] Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l'autore del danno a un'equa indennità [2045].

Art. 2048

Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte.

[1] Il padre e la madre, o il tutore [357], sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati [390 ss.] o delle persone soggette alla tutela [343, 414], che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all'affiliante (1).

[2] I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti [2130 ss.] nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza (2).

[3] Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto [1900, 2047 c. 1].

(1) Per l'abrogazione degli articoli da 404 a 413 del codice civile concernenti l'istituto dell'affiliazione, vedi l'art. 77, L. 4 maggio 1983, n. 184.

(2) Per la responsabilità patrimoniale del personale delle scuole statali per comportamenti degli alunni, vedi l'art. 61, L. 11 luglio 1980, n. 312.

Art. 2049

Responsabilità dei padroni e dei committenti.

[1] I padroni e i committenti [2082] sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti [1900] (1).

(1) Per le disposizioni sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vedi gli artt. 10 e 11, D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124.

Art. 2050

Responsabilità per l'esercizio di attività pericolose.

[1] Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento [2056 ss.], se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno [2054 c. 1] (1).

(1) Per la responsabilità civile dipendente dall'impiego pacifico dell'energia nucleare, vedi gli artt. 15 ss., L. 31 dicembre 1962 n. 1860; per la responsabilità internazionale per i danni causati da oggetti spaziali, vedi la L. 25 gennaio 1983, n. 23 di attuazione della Convenzione firmata a Londra, Mosca e Washington il 29 marzo 1972.

Art. 2051

Danno cagionato da cose in custodia.

[1] Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito [1218, 2052].

Art. 2052

Danno cagionato da animali.

[1] Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito [1218, 2051].

Art. 2053

Rovina di edificio.

[1] Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione [1669].

Art. 2054

Circolazione di veicoli.

[1] Il conducente di veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno [2050, 2947 c. 2] (1).

[2] Nel caso di scontro tra i veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli [2055 c. 3] (2).

[3] Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l'usufruttuario [978 ss.] o l'acquirente con patto di riservato dominio [1523], è responsabile in solido [1292] col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.

[4] In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo.

(1) Per l'assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore e dei natanti, vedi la L. 24 dicembre 1969, n. 990, il D.P.R. 24 novembre 1970, n. 973, il D.L. 23 dicembre 1976, n. 857 e il D.P.R. 16 gennaio 1981, n. 45; per la responsabilità del locatario in caso di leasing, vedi gli artt. 140-193, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.

(2) La Corte costituzionale, con sentenza 29 dicembre 1972, n. 205 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma limitatamente alla parte in cui nel caso di scontro tra veicoli, esclude che la presunzione di egual concorso dei conducenti operi anche se uno dei veicoli non abbia riportato danni.

Art. 2055

Responsabilità solidale.

[1] Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno [1292].

[2] Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze che ne sono derivate [1299].

[3] Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali [2054 c. 2].

Art. 2056

Valutazione dei danni.

[1] Il risarcimento dovuto al danneggiato si deve determinare secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 (1).

[2] Il lucro cessante è valutato dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze del caso.

(1) Per il danno alle persone con riguardo all'incidenza dell'inabilità temporanea o permanente sul reddito di lavoro, vedi l'art. 4 D.L. 23 dicembre 1976, n. 857.

Art. 2057

Danni permanenti.

[1] Quando il danno alle persone ha carattere permanente la liquidazione può essere fatta dal giudice, tenuto conto delle condizioni delle parti e della natura del danno, sotto forma di una rendita vitalizia [1872 ss.]. In tal caso il giudice dispone le opportune cautele [disp. att. 194].

Art. 2058

Risarcimento in forma specifica.

[1] Il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile.

[2] Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore [disp. att. 194].

Art. 2059

Danni non patrimoniali.

[1] Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge (1).

(1) Per le risposte e le rettifiche in materia di stampa, vedi l'art. 8, L. 8 febbraio 1948, n. 47; per la rettifica radiotelevisiva, vedi l'art. 10, L. 6 agosto 1990, n. 223 e gli artt. 5 ss., D.P.R. 27 marzo 1992, n. 255; per la rettifica di informazioni sanitarie da parte del Ministero della sanità, vedi l'art. 7, L. 5 febbraio 1992, n. 175.