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Trib. Roma, Sez. XI, 10 ottobre 2001, G.U. Lazzaro, Cassandro c. Di Castro
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bsp; Svolgimento del processo
CASSANDRO TANIA ENEA ha richiesto alla convenuta il risarcimento dei danni subiti a seguito di
infiltrazioni d’acqua verificatesi, durante il mese di luglio 1994, nel proprio appartamento di via Dancalia 21 e provenienti dal sovrastante appartamento di proprietà di DI CASTRO SABRINA. Questa si ècostituita e ha contrastato l’avversa pretesa in
ordine alla dedotta importanza del fenomeno e, quindi, all’ammontare delle spese occorrenti per le necessarie riparazioni (che il tecnico della propria Assicurazione aveva valutato in £. 6.455.680);
Instaurato così il contraddittorio, prodotta documentazione ed espletata prova testimoniale sono
state precisate le conclusioni e concessi i termini di legge per le difese scritte;
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bsp; Motivi della decisione
La domanda è fondata. L’accadimento, nella sua dimensione di una certa consistenza, trova prova
esauriente nelle deposizioni degli escussi testimoni: si è trattato di «infiltrazioni che scendevano anche lungo le pareti» (teste TOZZI), di «acqua che colava» (teste DI CASTRO); di macchie su soffitti e pareti che nei giorni successivi «si erano
allargate» (teste CERRONE). Fuori discussione, poi, è la provenienza delle infiltrazioni dall’appartamento sovrastante di proprietà della DI CASTRO.
In ordine al quantum dell’intervento riparatorio, appare del tutto congrua la somma di £.
17.850.000 pagata alla ditta Marcello Di Gennaro (come risulta dalla relativa fattura in data 31 marzo 1995) la quale va collegat con il preventivo in data 21 febbraio 1995, nel quale risultano indicati analiticamente i lavori, tutti di una certa
consistenza (considerando anche che il salone aveva sulle pareti la carta da parati, da sostituire). A tale somma --sulla base dei dati di comune esperienza (e in difetto di altra prova documentale o testimoniale)-- va aggiunta la somma di £. 150.000 per
la ripulitura delle tende che erano state macchiate (il teste CERRONE ha detto: «mi ricordo che la tenda e la mantovana della tenda erano macchiate»; il teste COLESANTI ha chiarito che «i tendaggi [erano] installati a filo del soffitto e della parete
adiacente a quella interessata dall’inizio delle infiltrazioni»); nulla invece risulta circa l’originariamente asserito danneggiamento di tappeti. I danni per le riparazioni vengono, pertanto, determinati nella somma di £. 18.000.000
A essa va aggiunta la somma ulteriore di £. 5.000.000 (determinata in via equitativa) per i danni
esistenziali (che finiscono, comunque, per incidere pur se indirettamente nella sfera patrimoniale, in senso lato, del soggetto) dovuti alla presenza, per il periodo dei lavori, «degli operai in casa». Si tratta di dovere adeguare alle esigenze (talune
volte difficilmente prevedibili) degli operai e dei lavori le proprie abitudini, la propria vita professionale, le proprie frequentazioni, il proprio ritmo familiare.
La suddetta somma deve essere rivalutata --sulla base degli indici ISTAT dei pressi al consumo per
le famiglie degli operai e degli impiegati-- dalla data dell’evento dannoso alla data della presente sentenza; decorrono poi gli interessi legali sulla somma così rivalutata di anno in anno.
Le spese di lite, che si determinano nella misura indicata nel dispositivo, seguono la
soccombenza.
La presente sentenza è esecutiva per legge.
 
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bsp; P.Q.M.
il Tribunale di Roma, definitivamente pronunciando,: condanna DI CASTRO SABRINA al pagamento in
favore di CASSANDRO TANIA ENEA della complessiva somma di £. 23.000.000, con la rivalutazione come indicato in motivazione e con gli interessi legali sulla somma così rivalutata di anno in anno; condanna altresì la convenuta a rifondere all’attrice le
spese del presente giudizio e liquida le stesse in complessive £. 4.628.840, di cui £. 558.840 per spese, £. 1.570.000 per diritti e £. 2.500.000 per onorario, oltre
£. 407.000 per spese generali e IvA e CA come per legge. Dichiara la presente sentenza esecutiva
per legge.
Così deciso in Roma il 10 ottobre 2001
IL GIUDICE